Come sarebbe vivere in un mondo a forma di disco, che realmente giace sulle schiene di 4 elefanti in piedi su una gigantesca tartaruga che nuota nell’infinito? In un posto dove le navi che si allontanano dalla costa non diano l’impressione di sparire dietro l’orizzonte, ma effettivamente precipitano giù dal mondo? In un posto del genere tutto può accadere.
È Terry Pratchett che ci da l’opportunità di esplorare questi mondo, nella collana di libri della “Saga di Diskworld”, guidandoci tra i suoi singolari abitanti, come il mago fallito Scuotivento, o il grande eroe Choen in Barbaro, passando per La Morte (rappresentazione antropomorfica addetta al compito di sorvegliare che le persone muoiano esattamente alla fine della vita) o il prode Carota della Guardia Notturna di Ankh-Morpork (la più grande città del multi verso, di cui tutte le altre città non sono che pallida rappresentazione), facendoci viaggiare dalle guglie di ghiaccio di Cori Celesti, la montagna alta diecimila miglia, posta al centro del disco, dove risiedono gli dei (più biasimati che venerati), alla magnifica cascata del Rimfall, dove i mari del disco si riversano nello spazio incessantemente.
Terry Pretchett nasce nel ‘48 in Ingilterra, precoce scrittore di racconti e giornalista, inizia a pubblicare i suoi romanzi nel ’71 Il Popolo del tappeto (The Carpet People); nell’83 esce il primo romanzo della saga del Mondo Disc, Il colore della magia (The Colour of Magic) e da allora la saga si è arricchita fino a comprendere 37 titoli (2007) di cui solo 18 sono tradotti in italiano per i glifi di TEA e Salani.
La sua opera comprende altri 12 romanzi non collegati alla saga del mondo disco.
Nello scrivere, Pratchett, ha uno stile fluido, mai contorto, e piacevole, tanto che i suoi libri scorrono e non ci si rende conto di averli finiti, come molti scrittori dell’era moderna il taglio delle scene è cinematografico, i dialoghi sono ben scritti, con numerosi giochi di parole e battute taglienti, i riferimenti alla società attuale si mischiano amabilmente con riferimenti letterari e al mondo dei Giochi di Ruolo o del fumetto, con citazioni di film e situazioni che il lettore non avrà difficoltà ad identificare.
I personaggi sono ben scritti, la maggior parte di essi, specie i protagonisti, sono spesso giovani, fatto identificabile in una contestualizzazione di un medioevo fantasy, ma anche in una fiducia nella gioventù, che farebbe bene ad essere praticata non solo dagli scrittori ma da maggiori parti della società.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento